Cosa devo imparare
da tutto
questo male?
Anche stavolta
è Pasqua
di passione.
A quando
la resurrezione?
Ansia o amore
ansia
o amore
danno sempre
il batticuore
Ho sentito i maiali gridare
ho sentito i maiali
gridare
che non era ancora giorno
li portano
a macellare
proprio come il mio corpo
costretto
a vegliare per ore
nel fuoco
del dolore
Filosof-fessa
Il tuo corpo scrive parole nell’aria
ogni volta che si muove
il tuo corpo suona
contrastando il vento
il tuo corpo ha una direzione
anche quando sta fermo
il tuo corpo disegna traiettorie
con lo sguardo
il tuo corpo diventa
il tuo corpo inventa storie
sogna qualcosa
nei gesti che non vedi
il tuo corpo muove altri corpi
è fatto di desideri
il tuo corpo ha memoria
il tuo corpo si trasforma
continuamente
il tuo corpo parla sempre
il tuo corpo si sporge nel silenzio
quando ascolti
il tuo corpo è molti
il tuo corpo non si assenta
non mente
il tuo corpo legge
assorbe ogni carezza
sente ogni colpo
il tuo corpo aspetta
che tu lo guardi con tenerezza
il tuo corpo ogni giorno è sul punto
di fiorire
il tuo corpo è tuo
è tuo è bello è tuo
cerca di capire.
Silvia Vecchini, da Se tutte insieme, Bompiani, 2026
Questo corpo io
non l’ho mai
amato
per anni e anni
l’ho sempre maltrattato
come se
non facesse parte
di me
Ma senza questo corpo Laura
non c’è
(Con questo corpo misuro
il dolore
con questo corpo
imparo l’amore)
Senza questo corpo
non ci sono pensieri
senza questo corpo
non ho desideri
senza questo corpo
niente
emozioni
senza questo corpo che attraversa
le stagioni
della vita che ancora
non ho capito bene
cosa sia
Certo ci son più cose
in questo corpo
che in tutta
la mia filosofia
Da mia madre incontro
Da mia madre incontro il vicino
sempre allegro
Sarà l’effetto della marijuana
Mi piacerebbe prendere
quello che ha preso lui
ma ci ho già provato
nemmeno il THC
ha mai
funzionato
Tutto bene Mi chiede
Certo gli dico
sorridendo
Pensando
A parte il male bene
A parte il vento
che mi sta uccidendo
Non bastava la scossa quotidiana
degli ormoni andati a pallino
Non bastava il fuoco
che mi divora fin dal mattino
Anche queste scintille
su ogni cosa che provo
a toccare
un’X-Woman con il potere
di bruciare
la mia carne viva
Però ancora viva (scrive Vale)
Viva. Sì. Sopravvissuta non è uguale
Quando sarà finita
Quando sarà finita
non voglio riposare
nel cemento
in un mini-appartamento
un loculo condominiale
la terza fila in alto a destra
oppure in basso
tanto è uguale
Amo talmente questa vita
che mi voglio
mescolare
all’erba ai sassi alla corrente
concimare i fiori
finché non resta
niente
Disperdermi
nel vento
Diluirmi
dentro al mare
Ritornare il nulla
che eravamo
prima di arrivare
o diventare qualcos’altro
in qualche modo
ricominciare
Ma sentiamo ancora
Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e di sangue.
Lo fa perché è facile farlo.
Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore
in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore. Non avere paura.
Ciao faccia bella,
gioia più grande.
L’amore è il tuo destino.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro. Nient’altro.
Mariangela Gualtieri, da Quando non morivo, Einaudi, 2019
ho iniziato
col dolore
ma adesso
già sto scrivendo
un altro libro
che in fondo
è sempre quello
dell’amore
Homo Patiens
Sopportare significa, letteralmente, portare un peso.
Stare sotto un peso.
(…) la vita mi ha riservato il ruolo di un Homo Patiens.
Allora mi chiedo se la pazienza sia la capacità di sopportare annullandosi o la capacità di sopportare ma sentire senza annullarsi. E non so darmi una risposta. Se non sostituendo il verbo sopportare con la locuzione «essere capaci di abbandonarsi».
Abbandonarsi, nel mio caso specifico, alla lingua, alla parola in definitiva alla vita.
Pierluigi Cappello, da Un prato in pendio, Rizzoli, 2018
*
Se essere Homo
Patiens
è anche il mio
destino
lasciatemi almeno
un morbido cuscino
*
Paziente in ospedale
paziente dal dottore
paziente con la vita
paziente nel dolore
Paziente.
Che parola potente
05:25
Lo so
ti vuoi alzare
e io mi ostino
a tenerti qui
Ti sento
bruciare
non posso restare
così
Allora stretching
mattutino e colazione
M. corre
io cammino
Oggi è dura diventare
una canzone
12:35
Sarebbe sopportabile ogni male
se non ci fosse l’interpretazione,
sarebbe quel che è, non quel pugnale
che uccide e vuole pure aver ragione.
Patrizia Cavalli, da Vita meravigliosa, Einaudi, 2020
Alle 6 pensavo
che oggi sarei stata
morta o forse
chissà cosa,
ma non importa.
Invece sono qui
al sole:
il merlo trilla
il suo richiamo
nascosto
su qualche ramo.
Non vedo dove,
non vedo come,
ma so perché.
