Mi faccio triste

Mi faccio triste
se non riesco a restare
nel presente
Invece
dovrei farmi
seme sospinto
dalla corrente
sasso che non sa
niente del fiume
che gli scorre sopra
e lo lavora
Dovrei tenermi
soltanto
a quest’ora
a questo minuto
l’unica che abbiamo
l’unico che abbiamo
mai
avuto

Wimbledon

Luglio è per me
campi verdi
e birre ghiacciate
con gli amici
sul divano sfondato
di mia nonna
quando tutto ci sembrava
possibile perfino un serve and volley
alla Edberg
sul centrale di Wimbledon
Ancora adesso
pur se non riesco a piegare
le dita
e appoggiare il piede
è una fatica
io sono quella lì
la ragazza appollaiata
sul trespolo
del giudice di sedia
al Tennis Club Cassano

Chiara

passi la mano
sui miei muscoli
affaticati
tutta la tua esperienza
a lenire il dolore
e anche il tuo sorriso
sa curare
quella risata allegra
che fa bene
al cuore

Luna rossa

Luna rossa
tonda
perfetta
e canto di grilli a distesa
nella quiete della campagna
che odora di fieno
Il mondo riesce ancora
ad essere
di una bellezza
struggente

Madeleine

faccio il giro
del parco di Villa Fiorita
le cicale l’odore dei pini
ora sono sul sentiero
di Bučanje
verso la spiaggia sull’isolotto
m’immergerò senza costume
in un mare di ghiaccio verde
come smeraldo
o ritornerò alla scrivania
nell’estate infuocata
della Lombardia

Epilogo

ritornare umani
fino a bere insieme
un caffè
non amici certo
ma più vicini
di nuovo
almeno il tempo
d’un brindisi prima
dell’addio

sono sempre stata
dalla tua parte
e lo sono
ancora

e ancora

La notte

la notte
con la finestra spalancata
ascolto sfrecciare
le auto sull’autostrada
e i grilli che cercano
di farsi largo oltre lo sferragliare
del treno dentro il canto
dell’usignolo negli stellati
della mia giovinezza
pieni di lucciole di cicale
di mare di sale
e di ebbrezza

Io sto bene io sto male

io sto bene io sto male
io non so come stare
io sto bene io sto male
io non so cosa fare
CSI, da Io sto bene

Il mio corpo
sprizza scintille
da ogni poro
come un falò all’addiaccio
nell’inverno
Ma questo fuoco brucia
più del ghiaccio
ed è l’inferno

L’ultima parola è pace

Non m’indurre
in tentazione
perché non so
difendermi
dal male

Ho una mia
pagana
religione della vita
prima d’arrendermi
mi batto

Oppure mi scanso
ma a volte
non è facile
se di mezzo
c’è l’amore

Laura Baici, Preghiera,
da Il più bello dei mari, Lulu, 2015

 

Volevi avere
l’ultima parola
e io te l’ho
lasciata
Mi considero ancora
fortunata di avere
incrociato
la tua vita
So che sentirtelo dire
non ti piace
ma ti auguro di trovare
pace

Fiore di cactus

Per liberarti del mio regalo
hai dovuto prenderlo in mano
hai dovuto guardarla
in faccia la bellezza sfacciata
di cui volevo
farti dono
e che tu rifiuti
come tutto quello che viene
da me
Ma la bellezza salverà
ogni cosa
anche te
infatti il cactus ha aspettato
questa notte
per fiorire
perché tu potessi vederlo
in tutto il suo
splendore

Foto di un cactus fiorito