Giulio, è già passato un anno

Il mio maestro Giulio

Giulio, è già passato un anno.
Ogni tanto sento ancora la tua voce al telefono: quel tuo modo di dire -Laura, sono Giulio-
Ogni tanto vieni a visitarmi nei sogni e parliamo di cibo, viaggi, vino, qualche volta anche di biblioteche.
Non ho potuto salutarti come avrei voluto, proprio come mio padre. Ciao Giulio.

30 dicembre

30 dicembre 2016

Sto passando questi giorni in casa, da sola, senza parlare con nessuno, tra la sedia e il letto.
Fuori il mondo splende e odora di buono.
Dalla finestra ho visto le solite garzette, un gregge di pecore con il suo corredo di cani, asini e pastori, diversi uccellini e un gatto.
Ho dormito molto, letto quasi nulla, scritto poco, pensato il giusto.
Ho preso due appunti sul 2016, di cose che mi voglio ricordare. Li copio qui:
– la vita dà e toglie, contemporaneamente, non necessariamente in quest’ordine
– la salute non la scelgo, ma posso scegliere come sentirmi
– avere pazienza è, spesso, la soluzione
– devo imparare a vivere la mia solitudine
– meglio dire di sì che dire di no
– diventare amica di mio fratello è un’emozione intensa
– mi fa stare bene dimostrare agli altri quanto li stimo e li amo
– piangere è positivo
– ho conosciuto persone giovani davvero in gamba
– i giovani sono il futuro, per nostra fortuna.

Foto del fiume Adda  gennaio