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Un sì benedetto dalla paura
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Devi lasciarti cadere
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Aggiustare la vita
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Casa sul mare
Diario fotografico di un fine settimana in Liguria, che mi mancava da molto, molto tempo.
…
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
i soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.
…
(Eugenio Montale, da Casa sul mare)
Sono anch’io d’una fase e di tutte le fasi

Mare! Anche a te l’abbandono.
Indovino ciò che vuol dire,
Osservo dalla spiaggia le tue dita ricurve che invitano
E so che non vuoi allontanarsi senza avermi toccato,
Dobbiamo fare un giro, noi due insieme, mi spoglio,
portami in fretta lontano dalla vista della terra,
Fammi da molle cuscino, cullami in un’ondosa
sonnolenza,
Spruzzami di pioggia amorosa, saprò ripagarti.
Mare dalle lunghe risacche,
Mare alitante ampi compulsi respiri,
Salmastro mare di vita, di non scavate tombe sempre
Pronte
Agitatore e ululatore di tempeste, capriccioso e delicato
mare
Sono parte integrale di te, sono anch’io d’una fase e di tutte le
fasi.
– Walt Whitman, da Foglie d’erba
Quando la luna sorge dal mare
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Il mio Bello
“Ho trovato la definizione del Bello. Del mio Bello” diceva Baudelaire.
E il mio bello (…) sono le capre bianchissime arrampicate sulle pietre aride del Carso, (…) i pini curvati dalla bora fin dentro il mare, i chilometri e chilometri in mezzo a boschi abitati solo dal silenzio, la scomodità di un mare trasparente che non conosce o quasi le spiagge di sabbia ma solo i grandi scogli bianchi o i ciottoli (…), e poi la terra rossa e sassosa, i pergolati di uva rosa, gli ulivi stenti, i campanili aguzzi, le piccole case armoniose di pietra, i palazzetti veneziani con i merletti di marmo intorno alle finestre, un colosseo che si specchia nel mare di fronte, panorami continuamente mossi, boschi in alto sui monti, e sotto, sempre, da ogni parte, il mare che entra e esce da fiordi, insenature piccole e grandi.
– Anna Maria Mori, Nata in Istria, Rizzoli, 2006
Per quanto ci possa provare, con tutte le mie parole e le mie fotografie, non riuscirò mai a descriverlo compiutamente.
La luce, che incide i contorni delle cose e lascia solo l’essenziale.
Il blu e il verde. Lo smeraldo, il grigio, il giallo delle ginestre in fiore, il candore della roccia.
E il profumo che t’investe quando arrivi: elicriso, rosmarino, alloro, mirto, salvia, resina.
Il gesto lento, elegante, del cormorano appollaiato sullo scoglio, che allarga le ali nel vento e le asciuga.
L’onda che torna sulla riva, metodica, ostinata, come un cuore che batte. Il tintinnio squillante delle vele.
L’abbraccio freddo e vellutato dell’acqua.
Grilli, cicale, onde. Il canto degli uccelli, all’alba, e onde.
Respiro e onde. Respiro e onde. Respiro. E onde.
Respiro
Isola di Lussinpiccolo, 8 giugno 2017

Manca una settimana. Solo una settimana ancora.
La fenice, D.H. Lawrence

La fenice
Sei disposto a venir lavato via, cancellato, annullato,
ridotto a niente?
Sei disposto a diventare niente?
sprofondare nell’oblio?
Se no, non cambierai mai davvero.
La fenice si rinnova
solo quando viene bruciata, bruciata viva, ridotta
a cenere calda e fioccosa.
Poi il piccolo agitarsi di un nuovo piccolo bulbo nel nido
con piume soffici come cenere fluttuante
ci mostra che sta tornando giovane come l’aquila,
uccello immortale.
Phoenix
Are you willing to be sponged out, erased, cancelled,
made nothing?
Are you willing to be made nothing?
dipped into oblivion?
If not, you will never really change.
The phoenix renews her youth
only when she is burnt, burnt alive, burnt down
to hot and flocculent ash.
Then the small stirring of a new small bub in the nest
with strands of down like floating ash
shows that she is renewing her youth like the eagle,
immortal bird.
D.H. Lawrence
Lawrence è scomparso il 2 marzo 1930. È uno scrittore, un poeta, che amo molto e che merita di essere rispolverato. Consiglio di partire da L’uomo che era morto (The Escaped Cock o The Man Who Died) e The Complete Poems of D. H. Lawrence.
Realisti di una realtà più grande

Ho appreso solo nella serata di ieri che lunedì scorso è scomparsa Ursula K. Le Guin, autrice di talento, straordinaria interprete di un’utopia davvero possibile (quella dell’incontro con l’altro) e di un femminismo di sostanza.
Con lei ho un debito di riconoscenza: come lettrice e come persona.
Desidero ricordarla con le sue stesse parole:
«Sono in arrivo tempi duri, e avremo bisogno delle voci di scrittori capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall’ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di scrittori che si ricordino la libertà. Poeti, visionari, realisti di una realtà più grande.»
– Dal discorso di accettazione del National Book Award a New York nel 2014
Grazie per essere stata una di questi.
