Avevo due paure
La prima era quella di uccidere
La seconda era quella di morire
Avevo diciassette anni
Poi venne la notte del silenzio
In quel buio si scambiarono le vite
Incollati alle barricate alcuni di noi morivano d’attesa
Incollati alle barricate alcuni di noi vivevano d’attesa
Poi spuntò l’alba
Ed era il 25 Aprile.
Giuseppe Colzani, partigiano
È il 25 aprile. Sono sola in casa con la finestra spalancata sul giardino
e sulla campagna silenziosa, assolata.
La rosa è in pieno rigoglio, carica di fiori. Le spighe si piegano leggermente ondeggiando nella brezza. Mi arrivano, forti, il ronzare degli insetti, il canto degli uccelli, il profumo della rosa e non posso fare a meno di pensare a un 25 aprile di 81 anni fa, a cosa doveva essere quella mattina. E a come abbiamo osato dimenticarlo.