inventario

17 giugno 2013

lucciole nel campo di fronte, lucciole sul mio prato
e stelle cadenti (tre): una come un fuoco d’artificio

l’odore del fieno e del gelsomino

i grilli, che non si riesce a contarli
le rane, un po’ meno

poi l’usignolo, la cincia, e tutta una pletora d’uccelli
una farfalla, forse due, sui fiori della lavanda

Paesaggio da casa mia, per il post Inventario

il mare, quello intravisto per quattro giorni
e quello sognato
per più di quarant’anni

anche con la schiena rotta
verrà il tempo di lasciare questa bella casa
e tornare sull’isola

Mali Ston

giugno 2011

Arrivare qui, fare il bagno nudi, avere a portata di mano miliardi di stelle, mi ha messo addosso un languore assoluto.
Non ce ne andremo.

Voglio passare i giorni a guardare il mare, stare sdraiata sotto i pini a contare le nuvole, fumare nel vento che sa di sale.
E avere tutto il tempo per pensarti.

Foto a corredo del post Mali Ston

Mali Ston by Carine06 is licensed under CC BY-SA 2.0

In te

giugno 2007

Respingimi con il tuo sole cocente, il vento tropicale, le rocce scoscese, gli arbusti che artigliano la carne, con gli insetti che mi divorano.

Affascinami con le tue acque di mille colori, il candore della pomice, l’ocra, il lilla, il nero delle tue lave, con i voli dei rapaci, l’incanto dei fondali.

Immagine a corredo del post In te

Stordiscimi con cieli bianchi di stelle, umidi di luna, annullati nell’orizzonte del mare, con le tue campagne fruscianti di vita dentro la vastità della notte.

Insegnami la pazienza, la fatica, il sudore, la polvere, il mio posto minuscolo nella ruota del mondo, il mio angolo unico e speciale.

Ricordami quanto sono lontana da me stessa senza la meraviglia, la passione, la scoperta, il viaggio, il respiro affannoso della natura brutale, sincera.

Respingimi.
Affascinami.
Stordiscimi.
Insegnami.
Ricordami.

Tutto quello che cerco.
In te.

Questa, o un’altra vita

giugno 2008

Stamattina sono rimasta impigliata dentro un sogno, di quelli che si fanno appena prima della sveglia e ti lasciano con la sensazione d’esser scivolata nella parte sbagliata di realtà.

Oggi ha cambiato stagione già tre volte.
Ora è autunno, sulle prime colline dell’Oltrepò. Talmente verdi che se non fosse per i vigneti potresti dirle l’Irlanda.

La pioggia, sul tendone, ha un crepitio duraturo. Il cielo non accenna a schiarire.

Guardo una torre, in lontananza, di un qualche castello medievale arroccato su una balza a guardia del borgo, e una ruspa gialla che azzanna la terra nera.

Potrebbe essere questa, o un’altra vita.
Potrei essere io, oppure no.

Chissà se la zanzara che dorme sul davanzale alla fine mi pungerà o se abbiamo stretto un patto di non belligeranza che si riveli duraturo.

Ho letto troppo di politica e scritto troppo poco di poesia.

Immagine del post Questa o un'altra vita

Soundtrack: Mark Knopfler and Emmylou Harris, All The Roadrunning

Lunigiana

giugno 2007

Ad ogni svolta della strada è Toscana, Liguria, Toscana.

Mura medievali e castelli. In fondo all’orizzonte lo specchio del mare.

Pranziamo in un ristorante appollaiato sulla roccia. Pochi, rari, avventori.
Dalle finestre la brezza che spira nella valle.
Beviamo un rosso onesto dei colli.
Poi ci avventuriamo, nel caldo del pomeriggio, verso le spiagge.

Siedo all’ombra delle piante, in vista degli scogli. Ho quasi freddo.
La piccola unghia di sabbia è già gremita come fosse agosto.

Accanto a me cuccioli d’uomo un po’ cresciuti, ancora implumi, fumano a ripetizione.

Mi fanno pensare a ieri sera, alla mia brace accesa sul limitare della vigna.
Ai filari, ombre più scure nel buio, teatro d’una danza di lucciole come non ne vedevo da anni.

La campagna tutta vestita a festa.
Il concerto dei rospi.
Gli uccelli notturni a fare eco.

E vette aguzze di montagne su cui si impigliano le stelle.

Foto di Alessandro Scarcella, CC-BY-ND, via Flickr
Foto di Alessandro Scarcella, CC-BY-ND, via Flickr