Che cos’era il mare

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Che cos’era il mare? Aveva code d’acqua e zampe d’acqua tra le rocce, levigava i ciottoli, faceva sigle di luce sulla sabbia: era profondo ma insensibile, si diceva, e celibe, individuale, sterile. In onde riottose o calme maree saliva e discendeva, circondava le terre, lui lunare, lui freddo, irriducibile nel suo votarsi al movimento e all’aridità. Le navi lo solcavano in lunghe scie. Ora si è persa la memoria delle tempeste e dei fari, dei velieri e dei transatlantici, dei naufraghi, dei carichi di porpora e di carbone, di Tiro, di Londra. Era profondo ma insensibile, si diceva, dimora delle conchiglie, delle famiglie dei pesci, estinte, ora: aveva fondali viscidi, crateri e alghe, e coralli. Tagliava i promontori, reggeva le isole. Giocava, lui muto, sprezzante, inservibile, felice nei suoi movimenti vitali. – Giuseppe Conte, Che cos’era il mare da L’Oceano e il ragazzo, Rizzoli, 1983 #pagine #isola #labellezzasalveràilmondo #lapoesiasalvalavita

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